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La filatura è l’insieme delle operazioni che permettono di disporre una massa di fibre tessili (fiocco), inizialmente disordinata, in un’unità di grande lunghezza (filato).
I processi di filatura sono molteplici e variano con le caratteristiche delle fibre da lavorare e con quelle dei filati da ottenere. Le diverse fasi del processo sono complesse e orientate al raggiungimento di un filato di qualità elevata, regolare, resistente e dalla pelosità minima.
Batteria di apertura
La pulizia e la miscelazione del cotone, evitando di rompere le fibre, è l’obiettivo di questa prima fase. Dopo l’apertura delle balle, in prossimità delle macchine, il cotone viene messo in caricatori per iniziare la sfioccatura. I fiocchi, ripuliti da terriccio, fogliame e semi, vengono portati alla carda attraverso tubazioni.
Cardatura
I fiocchi si sottopongono ad un ulteriore raffinamento che dà inizio alla regolazione del titolo. Le fibre cominciano a essere parallele e viene creato il primo semilavorato: il nastro. A questo punto, il ciclo della filatura può imboccare tre strade diverse, a seconda del prodotto finale che si vuole ottenere:
- ciclo di filatura pettinata (per filati di elevato pregio sino al Ne 200/1);
- ciclo di filatura cardata (per filati medio pregio sino al Ne 40/1);
- ciclo di filatura open-end (per filati di basso pregio sino al Ne 30/1).
Pettinatura
Selezionare le fibre secondo la lunghezza. Questo l’obiettivo che si pone la pettinatura, con tutte le fibre corte e le impurità accomunate dallo stesso destino: l’eliminazione.
Due pinze prelevano pochi centimetri di teletta (l’insieme di più nastri di carda) che viene sottoposta ad una serie di pettini montati su un cilindro.
Le fibre corte vengono eliminate insieme alle impurità mentre le fibre lunghe, omogenee e setose, si presentano sotto forma di un nastro più regolare.
Stiro
Sottoporre a stiro una certa quantità di fibre significa farle scorrere reciprocamente le une sulle altre, al fine di disporle su un volume, una superficie o una lunghezza più grandi.
Banco a fusi
Con questa operazione ha inizio il raffinamento graduale del nastro che porta all’ottenimento del filato. Dai raffinamenti successivi si ottiene lo stoppino, al quale si imprime una minima torsione, necessaria a creare una sufficiente resistenza per le operazioni di dipanatura, ma tale da non impedire le azioni di stiro.
Preparato lo stoppino con il titolo desiderato, si effettua l’operazione di filatura definitiva che provvede a stirare lo stoppino nella misura necessaria ed a torcere definitivamente su se stesse le fibre producendo il filato nel titolo voluto.
La filatura compact
Questo processo privilegia le proprietà del filato e non la produttività.
La filatura compatta (“compact”) produce una nuova struttura di filato che consente di ottenere risultati importanti. Innanzitutto la qualità del filato stesso: una struttura perfetta, resistente, con minima pelosità e una buona resistenza all’abrasione. Questa si riflette sui tessuti, più lucenti, con contrasti cromatici nitidi, resistenti e dotati di eccezionale comfort. Non sono da trascurare nemmeno gli aspetti economici, con produzioni alte, efficienti, un miglior uso della materia prima e una riduzione dei costi di lavorazione e della quantità di prodotto applicato in imbozzimatura. Per concludere, in evidenza anche l’attenzione all’ecologia con riduzioni di bozzima da eliminare, polvere fibrosa nell’ambiente e la possibilità di non paraffinare.
Roccatura
L’ultima fase della filatura consiste nell’avvolgere il filato su un tubetto, che può avere forma cilindrica o conica. La roccatura si pone i seguenti obiettivi:
- formare una rocca di grande portata (generalmente del peso da 1 a 2 Kg) e di facile dipanatura;
- eliminare i punti deboli (o tagli), quelli in cui la resistenza del filato scende sotto un limite predeterminato;
- eliminare gli ingrossamenti del filato (detti anche grossi), e i neps (grovigli fibrosi) le cui dimensioni superano un limite predeterminato.
I vantaggi di una perfetta roccatura sono essenzialmente due:
-
massimo rendimento delle lavorazioni successive, dovuto all’elevata lunghezza e alla resistenza del filato (ad ogni rottura del filato di alimentazione corrisponde un’interruzione del lavoro che richiede un intervento per la ripresa);
-
massimo pregio del prodotto, dovuto alla regolarità del filato e alla continuità della lavorazione (le interruzioni del lavoro causano difettosità sul prodotto).
[Fonte: Cotonificio Albini]
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