Tessuti e Finissaggi

NOBILITAZIONE E FINISSAGGIO

“nobilitazione tessile”
s'intende l'insieme dei trattamenti che hanno lo scopo di trasformare il materiale tessile greggio in semilavorati idonei alle successive lavorazioni, oppure in tessuto finito adatto alla confezione di manufatti

“finissaggio tessile”
si intende l'insieme delle operazioni di lavorazione che, pur rientrando nel ciclo di nobilitazione, si applicano, ai tessuti, allo scopo di migliorarne l'aspetto, la mano, le proprietà, anche in funzione dei possibili campi d’impiego
Ciclo di nobilitazione a partire dalle FIBRE


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Ciclo di nobilitazione dal TESSUTO


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Ciclo di lavorazione della LANA


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Ciclo di lavorazione del COTONE


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Ciclo di lavorazione della SETA


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Ciclo di lavorazione delle FIBRE CHIMICHE
LA TINTURALa tintura può essere effettuata a diversi stadi della lavorazione della fibra: in fiocco, in filo, in tessuto (in corda o in largo), in capo.
La riuscita dell’operazione è legata a parametri oggetto di valutazione immediata come una buona ugualizzazione della tinta e la corrispondenza campione; inoltre devono essere soddisfatte determinate esigenze di solidità (alla fabbricazione, all’uso, alla manutenzione).Le macchine utilizzate sono strettamente dipendenti dal materiale che si lavora, comunque i requisiti generalmente richiesti sono:

  • salvaguardia del substrato
  • ripetitività dei risultati
  • economicità del processo ( legata alla durata dell’operazione, al grado di automazione dei macchinari, al R.B., al costo dei prod i impiegati e alla depurazione delle acque reflue).


LA TINTURA
Fattori che influenzano l’esito della tintura:
-fibra
-colorante
-scelta della macchina – circolazione del bagno
-temperatura, tempo, pressione
-ausiliari
LA TINTURA – i coloranti
FIBRE CELLULOSICHE
-coloranti diretti o sostantivi
-coloranti reattivi
-coloranti a riduzione (al tino o indanthrene, allo zolfo)

LA TINTURA – i coloranti
FIBRE PROTEICHE
-coloranti acidi
-coloranti premetallizzati
-coloranti al cromo
-coloranti reattivi
LA TINTURA – i coloranti
FIBRE CHIMICHE
-coloranti dispersi
-coloranti acidi
-coloranti cationici

LA STAMPA
La stampa è una tintura localizzata, effettuata allo scopo di ottenere sui tessuti disegni a più colori.


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LA STAMPA
Tipi di stampa/finissaggio per floccaggio di lamine metalliche


LA STAMPA DIGITALE INK JETNella stampa digitale, piccolissime gocce di coloranti, in soluzione acquosa, sono proiettate sul tessuto in modo da riprodurre il disegno. La viscosità delle soluzioni è bassa, quindi, per evitare l’allargamento dei contorni a causa della capillarità dei supporti tessili, e consentire la perfetta definizione del disegno, il tessuto deve essere appositamente preparato mediante impregnazione a foulard con prodotti addensanti ed e successivamente asciugato.L’operazione di stampa sarà seguita dal vaporizzaggio per fissare il colorante e dal lavaggio.Il vantaggio rispetto alla stampa tradizionale sta nell’eliminazione di quadri o dei cilindri con un grande incremento di flessibilità.
Da non trascurare sia dal punto di vista ecologico sia dei costi, l’utilizzo della quantità strettamente necessaria di colorante, addensante ed ausiliari, evitando i residui di paste da stampa preparate in eccedenza con i metodi tradizionali ed i conseguenti problemi di smaltimento.
FINISSAGGIO TESSILELa struttura chimica delle fibre tessili, siano esse naturali, artificiali o sintetiche, determina per le stesse alcune proprietà che sono naturalmente presenti anche nei manufatti che da esse si producono.Si avranno quindi fibre (lino, canapa, seta, nylon, poliestere) più tenaci di altre (lana,viscosa, acrilica); altre che tendono a deformarsi sotto sforzo (cotone, viscosa) rispetto a quelle che recuperano l'aspetto iniziale dopo deformazione (lana); altre ancora che bruciano facilmente (cellulosiche), lentamente e si autoestinguono (lana, seta) o bruciano e fondono (sintetiche).
Queste ed altre caratteristiche, contribuiscono a definire, per un tessile, quelle proprietà positive o negative dal punto di vista dell'impiego cui verrà destinato.In quest'ottica il giudizio è formulato da diversi punti di vista: vestibilità, mano, resistenza meccanica, idrofilia, lavabilità, deformabilità, resistenza al fuoco ed altri ancora.


FINISSAGGIO TESSILE
Per la realizzazione dei finissaggi si fa ricorso, in funzione della tipologia del substrato tessile (fiocco, filato o tessuto), a:
Mezzi meccanici mediante l'applicazione di principi fisici quali la frizione, la temperatura, la pressione, la tensione ed altri ancora.Mezzi chimici previa applicazione di prodotti chimici naturalie/o di sintesi, che sono legati alle fibre in modo più o meno permanente.Combinazione di mezzi meccanici e chimici attraverso l'impiego sia di processi meccanici che di processi chimici.
FINISSAGGIO TESSILEGli obiettivi del finissaggio sono:

  • Sviluppare il "finish" nelle sue componenti fondamentali come la mano e l'aspetto-Conferire al tessuto finito proprietà tali da garantire uncomportamento ottimale in confezione e durante l'uso
    I parametri che caratterizzano la scelta del tipo di finissaggio più opportuno sono:
  • Natura fibrosa del tessuto da nobilitare
  • Utilizzo finale del tessuto da nobilitare


FINISSAGGIO meccanico – a secco
Calandratura si ottiene un effetto lucido, liscio, compatto per mezzo di frizione,pressione, calore.Lucidatura è una operazione di calandratura effettuata con particolari calandre che sfrutta l'azione del calore, dell'attrito e talora di ausialiari lucidanti.Goffratura è un particolare tipo di calandratura che permette l'incisione di un disegno semplice sul tessuto.Smerigliatura si ottiene un tessuto con mano molto più morbida e con maggiore ffetto isolante perché viene sollevato il pelo superficiale del tessuto.Per ottenere questo effetto si utilizza un cilindro ricoperto da materiale abrasivo.Garzatura si ottiene un sollevamento del pelo superficiale con conseguente effettodi isolamento termico. A tale fine si utilizzano dei cilindri mobili con aghi ricurvi in moto vario rispetto al tessuto.Cimatura si taglia il pelo superficiale del tessuto con appositi organi di taglio.Bruciapelo si elimina il pelo superficiali del tessuto bruciandolo con una fiamma

FINISSAGGIO meccanico – a umido
Calandratura ad umido il procedimento è praticamente uguale a quello a secco, l'unico particolare differente è l'utilizzo di vapore.Follatura si modifica la struttura, il compattamento e il rientro della lana con azione di calore combinato con l’azione meccanica di sfregamento e compressione.Sanforizzazione si rende il tessuto stabile dimensionalmente tramite l'applicazione di forze meccaniche e di vapore acqueo. Decatissaggio si elimina l'effetto lucido del tessile, si regolarizza lasuperficie, si stabilizzano le dimensioni dei tessuti con l’azione di vapore saturo secco o surriscaldato.
FINISSAGGIO chimicoAttraverso l'applicazione di prodotti di diversa natura, è possibile conferire ad un tessuto alcune proprietà che sarebbero impossibili da realizzare usando solo processi meccanici.È così possibile ad esempio:

  • rendere stabili tessuti con finiture chimiche
  • conseguire, tra le tante possibili, proprietà di impermeabilizzazione o ignifughe su tessuti altrimenti privi.

I prodotti impiegati possono essere così classificati:

  • Naturali (colle, grassi, oli, amidi)
  • Artificiali (amidi modificati, cellulosa modificata)
  • Sintetici (prodotti di sintesi) tra i quali citiamo: derivati N-metilolici (termoindurenti, reattanti), reattanti lineari (carbammati, epossidici), polimeri termoplastici (viniliche, acriliche, polietileniche), poliuretani e siliconi.


FINISSAGGIO chimico
Applicazione ai tessuti

  1. procedimento per foulardaggio;
  2. procedimento per esaurimento in bagno lungo;
  3. procedimento per spalmatura con dispositivi a racle;
  4. applicazione controllata di bassi quantitativi di bagno.

    FINISSAGGIO chimico
    Esempi:
    ammorbidentefinitura ingualcibile (antipiega) Wash and wear e Permanent – Press antistramanteantifiammaidrofobo, oleofobo, impermeabilizzante antisporcoantistatico antimuffa antibatterico
    FINISSAGGIO chimicoTrattamento al plasma
    Il trattamento al plasma è un processo di modifica superficiale, in cui un gas (aria, ossigeno, azoto, argon, anidride carbonica, ecc.), iniettato all'interno del reattore con una pressione di circa 0,5 mbar, viene ionizzato a causa della presenza di due elettrodi, tra i quali è realizzato una campo elettrico ad alta frequenza.Le superfici del tessuto esposte all'azione del plasma risultano modificate, sia fisicamente (rugosità), sia chimicamente, per la rimozione dei residui organici ancora presenti e per la successiva introduzione di radicali liberi e di nuovi gruppi chimici all'interno della catena molecolare di superficie del materiale.Le caratteristiche meccaniche restano invece inalterate, essendo il trattamento limitato ai primi strati molecolari.
  5. FINISSAGGIO chimicoTrattamento al plasma

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  8. FINISSAGGIO chimicoTrattamento al plasma
    fibra di seta al plasma
    fibra di seta non trattata

    FINISSAGGIO chimicoTrattamento al plasma
    L 'aumento dell'energia superficiale dei tessuti consente la completa eliminazione dei prodotti chimici, contenenti solvente, provenienti dal processo convenzionale necessario, in quel caso, per inumidire uniformemente la superficie del tessuto.
    Per i tessuti in fibra naturale ed artificiale, il trattamento al plasma migliora le caratteristiche di tintura, quali l 'intensità e la solidità, ed in particolare, per le fibre animali, conferisce caratteristiche di antinfeltrimento elevate permettendo di evitare l'uso di quei processi di lavorazione al cloro che sono dannosi alle caratteristiche meccaniche dei tessuti stessi, ma anche per l'uomo e per l'ambiente, in quanto molto inquinanti.

    FINISSAGGIO chimicoTrattamento al plasma
    È possibile ottenere tessuti antistatici, antibatterici, antimacchia o antifiamma, con prestazioni nettamente più elevate, con maggiori resistenze ai lavaggi e all 'usura, e con lavorazioni di finissaggio talvolta più semplici e meno costose.La resistenza alla delaminazione e quella di interfaccia fibra-matrice, che sono caratteristiche fondamentali tipiche dei prodotti multistrato come:
    • i compositi (per es. kevlar, vetro, carbonio/resina epossidica o poliestere),
    • gli accoppiati (per es. tessuto/tessuto nontessuto, tessuto/film),
    • i laminati (per es. tessuto non tessuto/film),
    • gli spalmati (per es. tessuto/resina o schiuma poliuretanica)


    FINISSAGGIO chimico con ENZIMIVecchi e nuovi enzimi usati nel tessile
    • Amilasi: sbozzima.
    • Cellulasi: biopolishing di tessuti e capi cellulosici, stone wash di capi in denim.
    • Proteasi: trattamento di fibre proteiche (seta e lana).
    • Catalasi: eliminazione di acqua ossigenata dopo candeggio.
    • Leccasi e perossidasi: ossidazione di coloranti.
    • Lipasi: eliminazione di trigliceridi naturali (in purga) o presenti in bozzime (da sego).
    • Pectinasi: purga enzimatica di cotone grezzo.

      FINISSAGGIO chimicoFinissaggio con enzimi - effetti
    • lo stone wash enzimatico dei capi in denim.
    • il biopolishing ovvero la "defibrillazione" superficiale dei tessuti o dei capi confezionati,prima o dopo tintura;
    • la rimozione delle imperfezioni della fibra e del cotone immaturo o "morto";
    • la modifica di mano e l'ammorbidimento permanente deltessuto;
    • il miglioramento della qualità di stampa;
    • un possibile incremento dell'affinità tintoriale.

      FINISSAGGIO chimicoFinissaggio con enzimi - effetti
      non trattato trattato

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    • PARAMETRI ECO-TOSSICOLOGICI implicazioni nei processi di nobilitazione e finissaggio
      La produzione deve affrontare la problematica eco- tossicologica con le seguenti modalità:
      livello minimo: rispetto delle normative cogenti, anche in funzione della destinazione d’uso del tessuto
      livello “virtuoso”:adesione ad azioni volontarie su libera iniziativa o sulla base di esigenze imposte dal mercato, dopo aver soddisfatto gli obblighi (livello minimo)
      PARAMETRI ECO-TOSSICOLOGICI implicazioni nei processi di nobilitazione e finissaggio
      Rispetto delle normative cogenti:
      Normativa europea: direttive europee emesse dal Parlamento Europeo o dal Consiglio o dalla Commissione
      Legislazione nazionale italiana: decreti ministeriali (legislativi), D.P.R., ecc. (recepimenti delle direttive europee)
      Legislazione nazionale propria di ciascun Paese Europeo o Extra-europeo
      PARAMETRI ECO-TOSSICOLOGICI implicazioni nei processi di nobilitazione e finissaggio
      NORMATIVE EUROPEE APPLICABILI IN AMBITO TESSILE
      Regolamentazioni relative all’immissione sul mercato di talune sostanze e preparati pericolosi sempre recepite da disposizioni legislative nazionali di tutti gli Stati membri.
      Norme relative alla sicurezza generale dei prodotti a tutela del consumatore: norme valide per tutti i prodotti immessi sul mercato.
      PARAMETRI ECO-TOSSICOLOGICI implicazioni nei processi di nobilitazione e finissaggioNORMATIVA EUROPEA RELATIVA ALLE SOSTANZE PERICOLOSEDirettiva capostipite: DIRETTIVA 76/769/CE
      Direttiva del Consiglio concernente il riavvicinamento delle disposizioni legislative alle restrizioni in materia di immissione sul mercato e di uso di talune sostanze e preparati pericolosi.
      “SOSTANZE: elementi chimici e loro composti allo stato naturale, ovvero ottenuti mediante lavorazioni industriali”“PREPARATI: miscugli o soluzioni composti da 2 o più sostanze”
      Recepimento italiano:Decreto del Presidente della Repubblica del 10 settembre 1982 n. 904
      Produrre con qualità per un mercato di qualità – CCIAA – Como – 25 Ottobre 2007
      Tessile di Como spa
      PARAMETRI ECO-TOSSICOLOGICI implicazioni nei processi di nobilitazione e finissaggio
      Della Direttiva 76/769/CEE fanno parte diverse altre Direttive, che costituiscono delle modifiche alla Direttiva del Consiglio ai fini dell’adeguamento al progresso tecnico.
      Si tratta di Direttive che:
      • regolamentano l’immissione sul mercato di sostanze e/o preparati
      • regolamentano l’uso di sostanze e/o preparati


    QUADRO NORMATIVO EUROPEO
    Principali Direttive, modifiche alla 76/769/CEE, che vedono coinvolto il prodotto tessile

    DIRETTIVA EUROPEA

    RECEPIMENTO ITALIANO

    ARGOMENTO

    Direttiva 2002/61/CE

    Decreto Ministero Sanità 12 marzo 2003

    Coloranti azoici

    Direttiva 2003/3/CE

    Decreto Ministero Sanità 17 ottobre 2003

    Coloranti azoici + colorante blu

    Direttiva 2004/21/CE

    Decreto Ministero Sanità 4 luglio 2005

    Coloranti azoici

    Direttiva 91/338/CE

    Decreto Ministero Sanità 29 luglio 1994

    Contenuto di cadmio in PVC, acetato di cellulosa, poliuretano ed altri polimeri

    Direttiva 2003/11/CE

    Decreto Ministero Sanità 17 aprile 2003

    Ritardanti di fiamma Bromurati

    Direttiva 79/663/CE

    Decreto Ministero Sanità 9 febbraio 1984

    Ritardante di fiamma a base fosfato (TRIS)

    Direttiva 83/264/CE

    Decreto Ministero Sanità 9 febbraio 1984

    Ritardanti di fiamma (TEPA, PBB)

    Direttiva 89/677/CE

    Decreto Ministero Sanità 29 luglio 1994

    Composti del mercurio nei preparati usati per l’impregnazione dei tessuti


    PARAMETRI E LIMITI ECO-TOSSICOLOGICI IN AMBITO TESSILE
    QUADRO NORMATIVO EUROPEO
    Altre Direttive, modifiche alla 76/769/CEE, che vedono coinvolto indirettamente il settore tessile

  9. NORMA EUROPEA

    RECEPIMENTO ITALIANO

    ARGOMENTO

    Direttiva 94/27/CE

    Decreto Ministero Sanità 21 marzo 2000

    Contenuto di nichel negli accessori

    Direttive 97/10/CE e

    Decreto Ministero Sanità 12 agosto

    Sostanze cancerogene e mutagene

    1998

    Sostanze tossiche per la riproduzione, in

    99/45/CE

    Decreto Legislativo 14 marzo 2003 n.

    particolar modo riferite ai composti del

    65

    piombo

    Direttiva 91/173/CE

    Decreto Ministero Sanità 29 luglio 1994

    Pentaclorofenolo

    Direttiva 2003/53/CE

    Decreto Ministero Sanità 10 maggio 2004

    Nonilfenolo e nonilfenolo etossilato

    Direttiva 96/55/CE

    Decreto Ministero Sanità 12 agosto 1998

    Solventi clorurati


    I LIMITI E LE RESTRIZIONI IN DETTAGLIO
    COLORANTI AZOICI

  10. NORMATIVA

    COMPOSTO

    PRESCRIZIONI LEGISLATIVE

    Direttiva 2002/61/CE

    Coloranti azoici per scissione riduttiva possono rilasciare una o più ammine aromatiche, elencate nella norma (22 ammine aromatiche) in concentrazione superiore a 30 mg/kg

    Proibizione d’uso negli articoli finiti o nelle parti colorate degli stessi, in particolare negli articoli tessili e di cuoio, che potrebbero entrare in contatto diretto e prolungato con la pelle o la cavità orale umana, ad esempio:

    capi d’abbigliamento, biancheria – articoli per capelli –

    articoli sanitari – pannolini – calzature – guanti – borse – giocattoli tessili – filati e tessuti destinati al consumatore finale

    Direttiva 2003/3/CE

    “Colorante blu” (CAS. N. 118685-33-9)

    Colorante pre-metallizzato azoico

    Divieto d’uso

    Direttiva 2004/21/CE

    Coloranti azoici

    Definizione dei metodi di prova per la determinazione delle ammine aromatiche, che possono essere rilasciate dai coloranti presenti sui prodotti tessili


    CAS: Chemical Abstract Service – identificativo numerico, che individua in modo univoco un composto chimico
    I LIMITI E LE RESTRIZIONI IN DETTAGLIO
    RITARDANTI DI FIAMMA

  11. NORMATIVA

    COMPOSTO

    PRESCRIZIONI LEGISLATIVE

    Direttiva 79/663/CE

    Tri- (2,3 – dibromopropil)- fosfato

    TRIS

    (CAS. N. 126-72-7)

    Divieto d’uso per il trattamento degli articoli tessili, in particolare sottovesti e biancheria destinata ad entrare in contatto con la pelle

    Direttiva 83/264/CE

    (CAS. N. 5455-55-1)

    PBB (CAS. N. 59536-56-1)

    Divieto d’uso per gli articoli tessili destinati a venire in contatto con la pelle, ad esempio articoli di vestiario, quali sottovesti e biancheria

    Direttiva 2003/11/CE

    come sostanza o come componente di sostanze o di preparati in concentrazioni superiori allo 0,1% in

    massa

    fa

    uso come ritardante di fiamma, in concentrazioni superiori allo 0,1% in massa

    1. Ossido di trisaziridinil fosfina TEPA
    Difenile poli bromurato
    Difenil etere penta bromato (CAS. N. 32534-81-9)
    Difenil etere octabromato (CAS. N. 32536-52-0)
    Non possono essere immessi sul mercato, o utilizzati
    Non possono essere immessi sul mercato articoli contenenti tale sostanza, o parti nelle quali se ne
    I LIMITI E LE RESTRIZIONI IN DETTAGLIO
    METALLI

    NORMATIVA

    COMPOSTO

    PRESCRIZIONI LEGISLATIVE

    Direttiva 91/338/CE

    Cadmio

    (CAS. N. 7440-43-9)

    e suoi componenti

    Non sono ammessi per colorare i prodotti finiti fabbricati partendo dalle sostanze e dai preparati elencati: PVC – Poliuretano – Polietilene a bassa densità – Acetato di cellulosa - ….. (omissis) Comunque, qualunque sia la loro utilizzazione e destinazione finale è vietata l’immissione sul mercato di prodotti finiti o di componenti dei prodotti partendo dalle sostanze e dai preparati sopra elencati, colorati con cadmio, se il tenore di cadmio (espresso come cadmio metallico) è superiore allo 0,01% in massa del materiale plastico (100 mg/kg)

    Direttiva 97/10/CE

    riferimenti alle

    Direttive 67/548/CEE e

    99/45/CE relative a classificazione e imballaggio ed etichettatura dei preparati pericolosi

    Sostanze classificate tossiche per la riproduzione di categoria 1, tra cui i composti del piombo

    Non sono ammesse nelle sostanze e nei preparati immessi sul mercato o destinati alla vendita al pubblico in concentrazione singola uguale o superiore a quella fissata dalle Direttive 67/548/CEE e 88/379/CEE - 0,1%


    I LIMITI E LE RESTRIZIONI IN DETTAGLIO
    METALLI

    NORMATIVA

    COMPOSTO

    PRESCRIZIONI LEGISLATIVE

    Direttiva 89/677/CE

    Composti del mercurio

    Non sono ammessi come sostanze o preparati destinati ad essere utilizzati per l’impregnazione di tessuti spessi per uso industriale e dei filati usati per la loro fabbricazione

    Direttiva 94/27/CE

    Nichel

    (CAS. N. 7440-02-0)

    e suoi componenti

    Non può essere utilizzato

    prolungato con la pelle, quali: orecchini – collane –

    bottoni automatici – fermagli – rivetti - cerniere lampo e marchi metallici, se sono applicati agli indumenti, se il tasso di cessione di nichel delle parti di questi prodotti, che vengono a contatto diretto e prolungato con la pelle, è maggiore di

    0,5

    µg/cm²/settimana

    1. omissis
    2. in prodotti destinati ad entrare in diretto contatto e

    PARAMETRI E LIMITI ECO-TOSSICOLOGICI IN AMBITO TESSILE
    I LIMITI E LE RESTRIZIONI IN DETTAGLIO
    ALTRI PARAMETRI

    NORMATIVA

    COMPOSTO

    PRESCRIZIONI LEGISLATIVE

    Direttiva 91/173/CE

    Pentaclorofenolo (CAS. N. 87-86-5)

    e relativi sali ed esteri

    Non sono ammessi in concentrazioni pari o superiori allo 0,1% in massa nelle sostanze o nei preparati immessi sul mercato

    Direttiva 2003/53/CE

    Nonilfenolo

    (CAS. N. 25154-52-3)

    e nonilfenato etossicato

    Non può essere commercializzato o impiegato quale sostanza o costituente di preparati in concentrazione uguale o superiore allo 0,1% in massa ai seguenti fini:

    - pulizie industriali e civili

    nei

    sistemi con trattamento speciale

    • trattamento tessile e di pellame, tranne nei trattamenti senza rilascio nelle acque di scarico e
    • lavorazione dei metalli, ecc.

    PARAMETRI E LIMITI ECO-TOSSICOLOGICI IN AMBITO TESSILEI LIMITI E LE RESTRIZIONI IN DETTAGLIO
    ALTRI PARAMETRI

    NORMATIVA

    COMPOSTO

    PRESCRIZIONI LEGISLATIVE

    Direttiva 96/55/CE

    Solventi clorurati: Cloroformio (CAS. N. 67-66-3)

    Tetracloruro di carbonio (CAS. N. 56-23-5)

    1,1,2 – Tricloroetano (CAS. N. 79-00-5)

    1,1,2,2 – Tetracloroetano (CAS. N. 79-34-5)

    1,1,1,2 –Tetracloroetano (CAS. N. 630-20-6) Pentacloro etano (CAS. N. 76-01-07)

    1,1 – Dicloroetilene (CAS. N. 75-35-4)

    1,1,1 – Tricloroetano (CAS. N. 71-55-6)

    Non si possono utilizzare in concentrazioni uguali o superiori allo 0,1% in massa in sostanze o preparati immessi sul mercato per la vendita al pubblico e/o per le applicazioni diffusive, quali la pulizia di superfici o tessuti


    PARAMETRI E LIMITI ECO-TOSSICOLOGICI IN AMBITO TESSILE
    LEGISLAZIONE ITALIANA IN MATERIA DI SICUREZZA GENERALE DEL PRODOTTO
    • Decreto Legislativo n. 172 del 21/05/2004, recepimento della Direttiva 2001/95/CE.
    • Legge n. 281 del 30/07/1998, recante disciplina dei diritti dei consumatori e degli utenti, che ha riconosciuto e garantito i diritti e gli interessi individuali e collettivi dei consumatori, anche in forma collettiva.
    • “Codice del consumo” Decreto Legislativo n. 206 del 6/09/2005Ai consumatori ed agli utenti sono riconosciuti come fondamentali idiritti:
      1. alla tutela della salute
      2. alla sicurezza e alla qualità dei prodotti e dei servizi
      3. ad una adeguata informazione
      4. ad una corretta pubblicità
      5. ecc….


Tessile di Como spa
PARAMETRI ECO-TOSSICOLOGICI implicazioni nei processi di nobilitazione e finissaggio
LEGISLAZIONE COGENTE SPECIFICA DI PAESI MEMBRI DELLA COMUNITÀ EUROPEA E DI PAESI EXTRA-EUROPEI in relazione ai REQUISITI ECO-TOSSICOLOGICI PIÙ DIFFUSI, APPLICABILI NEL SETTORE TESSILE
Formaldeide (CAS. N. 50-00-0) Pentaclorofenolo (CAS. N. 87-86-5) Altri parametri: Metalli pesanti (Cr)Coloranti allergizzanti
Produrre con qualità per un mercato di qualità – CCIAA – Como – 25 Ottobre 2007
PARAMETRI E LIMITI ECO-TOSSICOLOGICI IN AMBITO TESSILEFORMALDEIDE

Legislazione

Limiti

Legge Giapponese n. 112 1973

D per bambini al di sotto dei 24 mesi: non rilevabile

D per adulti, abbigliamento a contatto con la pelle: 75 mg/kg D per adulti, abbigliamento senza contatto con la pelle: 300 mg/kg D per adulti, camiceria: 300 mg/kg

D per adulti, abbigliamento esterno: 1000 mg/kg

Legge Tedesca

relativa alle sostanze pericolose (26/10/1993) allegato III n° 9) “Gefahrstoffverordnung”

gli articoli che contengono più dello 0.15% (1500 mg/kg) di formaldeide devono riportare “contiene formaldeide; è raccomandato il lavaggio prima dell’uso per evitare irritazioni alla pelle”

Legge Finlandese

decreto n° 210, 1988

D per bambini al di sotto dei 24 mesi (articoli e giocattoli in tessuto): 30

mg/kg

D per bambini al di sopra dei 24 mesi e per tutti gli articoli a contatto con la pelle:

100

mg/kg

D articoli non in contatto con la pelle e tessuti di arredamento: 300

mg/kg

Legge Francese bozza di decreto 12 10 2000

Notifica n° 97/0141/F

D articoli per neonati (con età inferiore ai 36 mesi): 20 mg/kg

D articoli a contatto con la pelle: 100 mg/kg

D articoli senza contatto con la pelle: 400 mg/kg

Legge Olandese 01 07 2000 “The Dutch (Commodities Act) Regulations on Formaldehyde in textiles”

articoli in diretto contatto con la pelle devono riportare l’indicazione “lavare prima dell’uso” se contengono più di 120 mg/kg di formaldeide. In ogni caso il prodotto non deve contenerne più di 120 mg/kg dopo lavaggio.


PARAMETRI E LIMITI ECO-TOSSICOLOGICI IN AMBITO TESSILE
FORMALDEIDE

Legislazione

Limiti

Legge Norvegese 04 1999 “Regulations Governing the Use of Certain Chemicals in Textiles” (Product Control Act N° 79, 11/05/1976, Sez. 4)

D articoli per bambini al di sotto dei 24 mesi: 30

mg/kg

D articoli in diretto contatto con la pelle: 100

mg/kg

D articoli senza contatto con la pelle: 300

mg/kg

* i limiti si riferiscono al prodotto lavato se questo reca l’indicazione di lavaggio prima dell’uso

Legge Austriaca BGBL n° 194 del 1990

gli articoli che contengono più dello 0.15% (1500 mg/kg) di formaldeide devono riportare “contiene formaldeide; è raccomandato il lavaggio prima dell’uso per evitare irritazioni alla pelle”

Repubblica Ceca

Legge n° 84/2001

inferiore a 30 mg/kg

Legge Slovena

legge STN 80 0055/Textile

D articoli a diretto contatto con la pelle: 30

mg/kg

D abbigliamento bambini: 20

mg/kg

D biancheria da letto: 30

mg/kg

D altro: 300

mg/kg


PARAMETRI E LIMITI ECO-TOSSICOLOGICI IN AMBITO TESSILE
PENTACLOROFENOLO, SUOI SALI ED ESTERI

Legislazione

Limiti

Legge Tedesca

“Chemikalien Verbotsverordung” (20

10 1993) 22 dicembre 1998 – 2° emendamento

(allegato al paragrafo 1 n° 15)

D é proibita la commercializzazione di prodotti contenenti più di 5 mg/kg di PCP

Legge Austriaca

BGBI 58/1991

D nei prodotti finiti: 5 mg/kg

D nei preparati: 100 mg/kg

(0.01%)

Legge Olandese

del 15 dicembre 1994.

Gazzetta dei Paesi Bassi n. 4, 1995

D i prodotti trattati con PCP non possono essere immessi sul mercato se ne contengono più di 5 mg/kg

Legge Francese bozza di decreto gennaio 2000

Notifica n° 97/0141/F

D per prodotti destinati ad entrare in contatto con la pelle, 5 mg/kg

Legge Danese

D PCP: 5 mg/kg


PARAMETRI E LIMITI ECO-TOSSICOLOGICI IN AMBITO TESSILE
PENTACLOROFENOLO, SUOI SALI ED ESTERI

Legislazione

Limiti

Legge Slovena

STN 80/0054/fibre

D PCP nell’abbigliamento per bambini: 0.1

mg/kg

D PCP per articoli in contatto con la pelle e non: 0.25

mg/kg

D PCP per biancheria da letto: 0.1

mg/kg

D PCP altro: 0.25

mg/kg

Legge Svizzera

Stoffverordnung

D PCP: 5 mg/kg

Repubblica Ceca

Legge n° 301/1998 e 309/2000

Divieto di uso del PCP che non può essere contenuto in misura superiore allo 0.1% eccetto tessuti tecnici

Legge Norvegese

Regulation of certain chemical in textiles 1999

D PCP: 5 mg/kg


PARAMETRI E LIMITI ECO-TOSSICOLOGICI IN AMBITO TESSILEALTRA LEGISLAZIONE: GIAPPONELegge giapponese n. 112 (1973)
COMPOSTI E LORO UTILIZZO LIMITI PESTICIDI
usati per prodotti tessili,quali: - 4,6-dicloro-7(2,4,5-tricloro

  • guanti fenossi)-2-trifluorometil
  • calze benzimidazolo (DTBB)
  • intimo limite massimo: 30mg/kg
  • ecc. … - dieldrin

limite massimo: 30 mg/kg
PARAMETRI E LIMITI ECO-TOSSICOLOGICI IN AMBITO TESSILE
ALTRA LEGISLAZIONE: GIAPPONELegge giapponese n. 112 (1973) COMPOSTI E LORO UTILIZZOANTIFIAMMA LIMITI

  • Ossido di tris (1-aziridinil) fosfina su prodotti tessili non utilizzo
  • Tris (2,3-dibromopropilfosfato) su prodotti tessili non utilizzo
  • Bis (2,3-dibromopropilfosfato) su prodotti tessili non utilizzo
    ANTIBATTERICI
  • Composti del trifenilstagno su prodotti tessili non utilizzo underwear – guanti – calze, ecc …
  • Composti del tributilstagno su prodotti tessili non utilizzo


Tessile di Como spa
PARAMETRI ECO-TOSSICOLOGICI implicazioni nei processi di nobilitazione e finissaggioUn capitolo a se’ stante riguarda alcuni beni di consumo, tra cui i prodotti destinati ai bambini.
La Direttiva 2005/84/CE, che modifica per la 22ª volta la Direttiva 76/769/CE, regolamenta il contenuto di ftalati (DEHP, DBP, BBP, DINP, DIDP e DNOP) nelle sostanze o costituenti di preparati della massa del materiale plastificato nei giocattoli e negli articoli per puericultura *.
* “ARTICOLI DI PUERICULTURA”: qualsiasi prodotto destinato a conciliare il sonno, il rilassamento, l’igiene ed il nutrimento e il succhiare del bambino.

PARAMETRI ECO-TOSSICOLOGICI implicazioni nei processi di nobilitazione e finissaggioLa Direttiva del Consiglio 88/378/CEE, relativa al riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti la sicurezza dei giocattoli, applicabile ai bambini di età inferiore ai 14 anni.
Allegato II: requisiti essenziali dei giocattoli
1 – proprietà fisiche e meccaniche metodiche 2 – infiammabilità – prove al fuocoanalitiche: 3 – proprietà chimiche - ….. migrazione di alcuni elementi: UNI EN 71 metalli pesanti (antimonio, arsenico, bario, cadmio, cromo, piombo, mercurio e selenio)
La Direttiva 88/378/CEE e la sua modifica, 93/68/CEE, sono recepite in Italia con i seguenti Decreti Legislativi:

  1. – n. 313 del 27 settembre 1991 (Ministero della Sanità)
  2. – n. 41 del 24 febbraio 1997 (Ministero della Sanità)

[Source: Tessile di Como spa]

Tessuti e Finissaggi

Giovanna Baglio
Responsabile Laboratorio Tessile di Como
Via Castelnuovo 3
22100 Como
Tel. 031 3312120 – Fax. 031 3312180
www.textilecomo.com
Produrre con qualità per un mercato di qualità – CCIAA – Como – 25 Ottobre 2007